Debussy e D'Annunzio

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Debussy e D'annunzio

(1862 – 2012)

Le Martyre de Saint Sébastien: un sodalizio artistico tra estetismo e religiosità

7 e 8 gennaio 2012

Giornata di Studi e Doppio Concerto Cameristico

Ronchi dei Legionari – Villa di Blasig

Bottenicco di Moimacco – Villa de Claricini

Trieste – Auditorium del Teatro Revoltella


Gli Appuntamenti

Sabato 7 gennaio

Ronchi dei Legionari – Villa di Blasig

 

Giornata di Studi, ore 10:30–13:00; 15:00–17:30

Ore 13:00: intermezzo gastronomico alla belle époque

Brevi interventi con chansons debussiane e letture dal Martyre

Claudia Grimaz voce recitante e soprano Andrea Rucli pianoforte

Relatori: Umberto Berti, Alberto Cantù, Nicola Cattò, Antonino di Colloredo Mels, Quirino Principe, Giorgio Zanetti


Domenica 8 gennaio

Bottenicco di Moimacco – Villa de Claricini, ore 11:00

Trieste – Auditorium del Museo Revoltella, ore 18:00

Doppio Concerto Cameristico

con in programma la prima mondiale della trascrizione di Vladimir Mendelssohn di due quadri dal Martyre de San Sébastien

In sinergia con il Festival Casals di Prades (Francia) ed il Festival di Kuhmo (Finlandia)

Violini: Dan Zhu e Nicola Mansutti; viola: Vladimir Mendelssohn e Margherita Cossio; violoncello: Luigi Puxeddu; contrabbasso: Luca Zuliani; pianoforte, celesta ed armonium: Agnese Toniutti, Andrea Rucli e Corrado Greco; clarinetto: Michel Lethiec; oboe: Andrea Martinella; flauto: Anna Govetto; arpa, Silvia Vicario.
Direttore: Massimo Belli

musiche di C.Debussy, M.Ravel, E. Satie, J.Massenet, G. Fauré


In collaborazione con:

  • Kuhmo Chamber Music Festival
  • Pablo Casals Festival
  • Azienda Tenuta di Blasig
  • Fondazione de Claricini
  • Museo Revoltella
  • Orchestra Ferruccio Busoni


Con il patrocinio:

  • Città di Cividale del Friuli
  • Comune di Ronchi dei Legionari


Debussy e D'Annunzio

A scavalco tra due importanti ricorrenze, l'Associazione Musicale Sergio Gaggia ha programmato il suo prossimo ambizioso progetto, focalizzato sullo studio del sodalizio artistico tra Claude Debussy e Gabriele d'Annunzio, due personalità assai dissimili, che seppero tuttavia trovare un' ideale forma di collaborazione. Questa sfociò nel 1911 nella creazione dell' Oratorio Le Martyre de San Sébastien, risposta mediterranea alle opere teutoniche, all' interno della contrapposizione tra scuola francese e germanica che caratterizzò il periodo della belle époque.

La manifestazione si articolerà in tre momenti, una giornata di studi, il 7 gennaio 2012, presso la Villa di Blasig a Ronchi dei Legionari che, nel 1919, fu sede del primo Quartier generale fiumano: Gabriele d'Annunzio vi arrivò in gran segreto con i suoi ufficiali, dopo la mezzanotte dell'11 settembre 1919, poche ore prima della partenza per l'Impresa di Fiume. Il Vate fu inoltre amico personale del nonno, Pietro Sarcinelli, dell'attuale proprietaria della Tenuta di Blasig, Elisabetta Bortolotto Sarcinelli. Seguirà un doppio concerto la domenica 8 gennaio, con una matinée alle ore 11:00 presso la villa de Claricini a Bottenicco, ed un concerto pomeridiano alle 18:00 a Trieste nell'auditorium del museo Revoltella, in collaborazione con lo stesso museo e l'Orchestra d'archi Busoni.

Il programma musicale dei concerti, che di fatto apre in regione le celebrazioni per i 150 anni dalla nascita del compositore francese, tra l'altro a 100 anni dalla prima del Martyre, contiene una prestigiosa world premiere, nella trascrizione commissionata per l'occasione dalla Gaggia a Vladimir Mendelssohn: due dei quadri musicali dell'Oratorio, per un organico cameristico allargato. L'importanza internazionale dell'evento è sottolineata e confermata da prestigiosi partnerariati, quali il Festival Casals di Prades (Francia) e il Chamber Music Festival di Kuhmo in Finlandia, che inserendo a loro volta nel loro prossimo cartellone il brano commissionato dall'Associazione Gaggia, daranno all'operazione culturale un respiro europeo.

Ma torniamo alla giornata di studi, che ospita grandi musicologi, come Quirino Principe, Alberto Cantù ed Umberto Berti, questi abituali ospiti nelle attività della Gaggia, e nuovi collaboratori come Nicola Cattò, della Zecchini Casa Editrice, Giorgio Zanetti, responsabile culturale del Vittoriale degli Italiani e Antonino di Colloredo Mels, storico della nostra regione. Gli interventi saranno inframmezzati da letture di stralci del testo dannunziano del Martyre e da chansons debussiane, mentre a metà giornata un raffinato intermezzo culinario in stile liberty farà da spartiacque alle due sezioni del congresso (prenotazioni al 0481 475480).

La domenica 8 gennaio invece il programma dei concerti sarà completato da una serie di brani cameristici sempre di scuola transalpina tra i quali spicca un'altra trascrizione da brani di Claude Debussy, che fa da precedente illustre a quella di Vladimir Mendelssohn, ossia la versione del celebre Prélude à l'après-midi d'un faune, realizzata da Benno Sachs sotto gli auspici di Arnold Schoenberg.

Il vasto insieme strumentale cameristico, comprendente un quartetto d'archi, un pianoforte, un armonium, clarinetto, oboe, arpa e controfagotto, comprenderà alcuni tra i migliori strumentisti europei, tra cui lo stesso Vladimir Mendelssohn alla viola, poi Dan Zhu al violino e Michel Lethiec al clarinetto, che si uniranno in un lavoro laboratoriale con giovani ma già affermati musicisti della nostra regione.

La manifestazione gode dell'appoggio della Regione Friuli Venezia Giulia e della Fondazione CRUP e si avvale di numerose collaborazioni, come si è già detto il Kuhmo Chamber Music Festival, il Casals Festival poi l'Azienda Tenuta di Blasig, la Fondazione de Claricini, il Museo Revoltella, l'Orchestra Ferruccio Busoni, mentre i Comuni di Ronchi dei Legionari e di Cividale del Friuli patrocinano l'iniziativa.


Per conoscere "Le Martyre de Saint Sébastien"

di Alberto Cantù

 

Parigi, 29 maggio 1913, Théâtre des Champs-Elysées. Con uno scandalo epocale debutta Le sacre du Printemps di Igor Stravinskij per i Ballets Russes.
Parigi, 8 giugno 1912, Théâtre du Châtelet. Con enorme successo si tiene la “prima” del balletto di Maurice Ravel Daphnis et Chloé nuovamente per la compagnia di Sergej Djagilev.
Parigi, 22 maggio 1911. Allo Châtelet va in scena Le Martyre de Saint Sébastien, testo in francese arcaico di Gabriele d’Annunzio, musiche di scena di Claude Debussy, protagonista nei panni del Santo – parola, mimica e danza – Ida Rubinstein, scene e costumi di Léon Bakst.
Sono oltre cinque ore di spettacolo e i giornali rispecchiano la reazione del pubblico anticipando quello che la storia decreterà come una pietra tombale: «Ça Saint Sébastien? C’est la Sainte Barbe!».
Al di là della boutade, si tratta davvero d‘un lavoro il cui stato di grazia, la bellezza, altissima e preziosa sono compromesse dalla dismisura, dal progetto utopico e dalla realizzazione in due mesi (Debussy compone lentissimamente).
Sono tali ragioni a non permettere al Martyre di entrare in repertorio, con rare riprese a concerto e su disco in versioni molto scorciate e oratoriali. Ad ogni modo, il Sacre, Daphnis e il Martyre dimostrano come nel primo quindicennio del XX secolo il teatro musicale parigino prediliga temi pagani, di soggetto precristiano o in bilico tra «falsi dei» e Cristo come appunto il Martyre.
È in Ravel l’amore di Daphnis per Chloé e di Pan per la ninfa Syrinx sino al finale tripudio. Sono i riti sacrificali della Russia pagana per l’arrivo della primavera con l’apertura d’uno straniante fagotto in tessitura acuta che di botto pone l’ascoltatore in tempi remotissimi e mondi arcani.
La leggenda del martirio di San Sebastiano – il Santo è un Efebo colto negli aspetti più masochistici – viene “rivelata” da d’Annunzio con un  «Mistero» in «un Prologo e cinque Mansioni» che corre sul doppio binario di paganesimo-cristianesimo e misticismo-sensualità-decorativismo.
Il Martyre viene messo all’indice dall’arcivescovo parigino monsignor Amette. D’altra parte sin dall’Ottocento, Parigi è la capitale europea del teatro inteso come divertimento e il divieto dell’arcivescovo dipende più che dalla forte attrazione sensuale della Rubinstein, dalla valutazione che «ai giorni nostri un dramma sacro non ha più nessun significato mistico e religioso; serve solo per divertire e incantare gli spettatori».   
Quanto a Debussy, va ricordato come nello stesso 1913 del Sacre componga la melopea arcaicizzante per flauto solo Syrinx che si può considerare un’emanazione dell’ “a solo” abbandonato del flauto con cui apre il Fauno nel celebre Prélude anno 1894 da Mallarmé.
Tanto il Prélude e Syrinx quanto il Martyre si possono considerare espressione dell’interesse di Debussy uomo e studioso per le culture pagane precristiane e della sua inclinazione musicale per il mondo preclassico, aspetto saliente del Martyre, sempre più forte col passare degli anni fino alle estreme Sonate.
Ancora. Il «Mistero» medioevale viene ripensato alla luce del Simbolismo, da Mallarmé al Maeterlinck di cui Debussy mette in musica, parola per parola, il Pelléas et Mélisande, tanto che nel Martyre la musica di scena – 17 numeri – non descrive o sottolinea ma evoca e allude attraverso l’antica modalità e una polifonia spoglia che dal Rinascimento arretra al Medioevo.    
Infine. Prima della musica da film, solo il balletto permette ad un compositore buoni guadagni. Il che consona con l’interesse prepotente di Stravinskij verso il danaro, fa fronte ai debiti di d’Annunzio fuggito dall’Italia per effetto dei creditori e alle ristrettezze finanziare di un Debussy malato già dal 1909, con un divorzio alle spalle, una figlia e un secondo matrimonio cui fare fronte.

 


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