Ella Adaïewsky: Critica sul Sole 24 Ore di Quirino Principe

Ella, zarina delle Russie friulane

Sarà forse arduo trovare, fra i musicologi italiani, più di 25 persone che conoscano almeno l'esistenza di Ella Adaïewsky. Habent sua fata libelli, e nel caso di Ella il destino si è attorcigliato a spirale (altro che “eterno ritorno” e “ricorsi ciclici”!). Un tempo, quando un pudore minimo impediva ancora agli statisti di giudicare la cultura secondo criteri adatti alla mensa della Caritas, molti italiani sapevano chi fosse Petrarca, e qualcuno aveva udito parlare dei Trionfi, poema ambizioso e superfluo in cui si avverte che la Fama vince la Morte, ma anche la Fama impallidisce presto poiché “...il Tempo trionfa i nomi e il mondo”. Ma da qualche anno la spirale del divenire si è scontrata con la memoria di quella dama nobile, elegante e coltissima, e l'ha riattivata, proprio mentre rinasceva il ricordo di un suo illustre consanguineo. Mera coincidenza?

Sophia Christine Gertrud Elisabeth von Schulz nacque a Pietroburgo il 10 febbraio 1846 (per il calendario giuliano; domenica 22 febbraio per il calendario gregoriano). Il padre, Georg Julius von Schulz, era un medico di grande prestigio, in rapporti stretti con la Corte. Ella manifestò subito un travolgente talento per la musica: divenne la pianista prediletta dallo Zar, ma si dedicò anche a studi ardui, filologici (con grande passione per le letterature antiche greca e latina), musicologici, poetici. Dopo i 24 anni d'età, già presente come studiosa e saggista sulle riviste musicologiche d'Europa, scelse uno pseudonimo: “Ella Adaïewsky”. Sua sorella Pauline divenne un'apprezzata pittrice, stimata da Émile Bernard che fu intimo della famiglia e dipinse i ritratti di quasi tutti loro, fra cui Ella Pauline sposò nel 1877 l'ingegnere Theodor Geiger. Loro figlio fu il celeberrimo Benno Geiger (1882-1965), per anni animatore di vita culturale a Venezia, italiano di elezione, italo-tedesco di penna. Rimasta presto vedova, Pauline cominciò prima a trascorrere vacanze estive in compagnia di Ella, a Tarcento in Friuli: nel 1882 le sorelle si trasferirono a Venezia.

Ella aggiunse alle sue qualità di musicista una sovrana conoscenza del folclore musicale friulano e carnico, di cui la cultura italiana potrà avere presto una prova, dal momento che è riemerso un prezioso diario, un viaggio di ricerca in val di Resia: un avvenimento di somma importanza nel campo dell'etno-musicologia. Ella visse dal 1911 alla morte nel castello di Segenhaus presso Neuwied am Rhein (concesso da Elisabeth von Wied, regina di Romania). Morì a Bonn giovedì 29 luglio 1926.

Una valorosa équipe di musicisti, l'associazione Sergio Gaggia di Cividale, ha il merito storico di avere sottratto all'oblio Ella Adaïewsky, alla quale sono stati dedicati, a Tarcento (2007) e a Cividale (2008), due convegni di studi. Il volume che presentiamo contiene gli atti di entrambi, oltre a un cd con tre composizioni da camera di Ella (una, la Berceuse estonienne, in due versioni) e 24 Lieder (propriamente, Preludi, grazie alla loro successione tonale che rammenta i Préludes di Chopin) su testi tedeschi dell'illustre nipote di lei, Benno Geiger (anche di lui c'è il celebre ritratto di Émile Bernard). Raffinata, tardo-romantica musica: ad maiora. Il destino spiraliforme ha voluto che nel 2009 chi scrive queste righe curasse, per l'editore Canova di Treviso, la riedizione delle Memorie di un veneziano di Benno Geiger, esaurite da quarantacinque anni.

 

Quirino Principe

Il Sole 24 Ore, pagina della cultura – musica, domenica 21 agosto 2011