Prime tappe a marzo dei festeggiamenti per il Centenario dalla morte di Ella von Schultz Adaïewsky
A Venezia, Castelfranco, Padova e alla Fondazione Bon
Il 22 febbraio del 1846 moriva in Germania, vicino a Bonn, Ella von Schultz Adaïewsky, musicista, etnomusicologa, compositrice e scrittrice che nelle numerose estati friulane passate a Tarcento dal 1882 al 1911 si dedicò con passione alla scoperta e allo studio della musica popolare della nostra regione, con approfonditi saggi e vasti scritti in particolare sulle tradizioni orali della Val Resia e sulla Villotta.
L’Adaïewsky è stata una delle più rilevanti donne compositrici e pianiste con una carriera internazionale nell’Ottocento, una studiosa di musicologia e folklore, un personaggio intellettualmente e artisticamente rilevante tuttavia quasi scomparso dalle narrazioni ufficiali dopo gli anni venti del XX secolo.
Si tratta quindi un centenario che l’associazione Sergio Gaggia, motore primo di un processo di riscoperta della musicista da un oblio pressoché totale, vuole condividere con altre realtà – in primis con il Comune di Resia e l’EcoMuseo Valresia – e in più territori, dando un’ulteriore visibilità a una donna eccezionale ed emancipata che dovette subire pesantemente in vita e soprattutto post mortem il pregiudizio di genere.
La ricerca della Gaggia, attuatasi con il recupero e curatela di suoi manoscritti, prime esecuzioni moderne, incisioni, ricerche d’archivio e importanti pubblicazioni, ha portato tra l’altro ad una clamorosa riscrittura della data di nascita della moderna scienza etnomusicologica, di fatto realizzatosi con il suo viaggio in Val Resia del 1882 e fissata nel suo manoscritto Un vojage a Résia, ritrovato incredibilmente nel 2010. In queste pagine, così come in tutte le altre riguardanti la cultura resiana e la sua viva esperienza nella valle traspare tra l’altro sempre un’evidente stima e affetto per l’indole e l’onestà di questa comunità, oltre che il suo interesse di studiosa per un patrimonio di cui coglie per prima l’eccezionale importanza.
Come scrisse nel 2011 Febo Guizzi, compianto professore all’Università di Torino, “questo manoscritto si propone oggi per ciò che era: niente di meno che un atto fondativo dell’etnomusicologia in generale, capace di anticipare di decenni metodi e atteggiamenti euristici di straordinaria preveggenza”. Lo scritto precede di due decenni le analoghe ricerche di Béla Bàrtok in area ungherese, considerate sino a pochi anni fa il primo approccio con criteri moderni allo studio della musica popolare.
Con queste premesse è evidente che l’anniversario assume una valenza internazionale con un rilievo speciale per la nostra regione. Da qui la scelta della Gaggia di distribuire durante l’anno varie tappe di quello che si può definire un Festival diffuso, che vede la cooperazione di più enti, in territori che furono fondamentali nella vita e nella ricerca etnomusicologica di Ella von Schultz Adaïewsky, in sinergia con il Comune di Resia, la Fondazione Levi di Venezia, il Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto, la Fondazione Bon, la Mozartina di Paularo e l’Università di Torino, che ospiteranno ciascuno una giornata di studi e musica.
Le prime tappe di questo percorso si svolgeranno a partire dal 5 marzo 2026, quando la Fondazione Levi ospiterà a Venezia un pomeriggio di studi sull’attività di animatrice musicale della Adaïewsky nella città lagunare a cavallo tra XIX e XX secolo e sulle sue ricerche riguardo ai Canti dei Batipali nella Serenissima, con un concerto finale nella sala del Conservatorio Benedetto Marcello.
Il 6 marzo invece la classe di etnomusicologia del Conservatorio Steffani di Castelfranco Veneto, dedicherà la sua giornata di studi alla ricerca etnomusicologica svolta dall’Adaïewsky nel Veneto Orientale, con un concerto nel teatro Accademico.
La fondazione Omizzolo di Padova ospita un concerto il sabato 7, mentre il gran finale di questa prima tornata di celebrazioni sarà realizzato tuttavia dal Comune di Resia e dall’Associazione Gaggia presso il teatro della Fondazione Bon di Colugna, che collabora a sua volta con il progetto. Un concerto/reading si realizzerà alle ore 18.00 dell’8 marzo, giornata della Donna, con la partecipazione del gruppo folkloristico della Val Resia, del rinomato mezzosoprano francese Victoire Bunel del pianista Andrea Rucli, con i prof. Paola Barzan e Ilario Meandri voci recitanti di un testo scenico.
Nel corso del 2026, in Friuli e fuori regione, ci saranno altre tappe dedicate alla celebrazione che culmineranno nel capoluogo sabaudo in un concerto/reading organizzato in collaborazione con l’Università di Torino, i cui i docenti di etnomusicologia (il compianto Febo Guizzi prima e Ilario Meandri poi) hanno curato le importanti edizioni edite per la LIM dalla Gaggia. Le iniziative fanno parte del progetto triennale Musica e territorio dell’Associazione Cividalese, sostenuto dalla regione FVG.


























































